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Riconoscimento della specificità giuridica delle terre
alte, introduzione dei criteri di definizione dei comuni montani ad alta
marginalità; istituzione dell’Osservatorio della Montagna definizione
di un Piano Nazionale e di progetti speciali per la montagna: sono
alcuni capisaldi della proposta di nuova Legge sulla Montagna, che a
breve verrà presentata in Parlamento dal Consiglio dei Ministri.
A indicare le principali linee direttive della nuova proposta
legislativa è stato Enrico La Loggia, Ministro per gli Affari Regionali
con delega per la Montagna, nel corso dell’intervento da lui tenuto lo
scorso martedì 26 novembre alla Camera, in occasione dell’incontro
per le celebrazioni del 50° anniversario dell’UNCEM.
Elemento chiave della nuova proposta di legge, elaborata
dall’Osservatorio per la montagna, recentemente presso il Dipartimento
Affari Regionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è
l’inserimento della definizione giuridica di Comune montano ad alta
marginalità.
Ha infatti affermato il ministro: “Rispetto alle altre proposte di
legge già presentate in Parlamento, noi prevediamo di riservare gran
parte delle agevolazioni a questi comuni particolarmente disagiati, che,
secondo l’ultima stima del CENSIS sono circa un quarto dei 4200 comuni
montani italiani”.
Questa strategia trova conferma anche nel recente Rapporto
Censis sul Valore della Montagna , che ha confermato l’esistenza
di un accentuato dualismo fra montagna forte e montagna marginale. “Se
questi dati sono oggettivi - ha osservato La Loggia – mi sembra
opportuno garantire la continuità produttiva della montagna forte e
concentrare gli sforzi e gli interventi sulla montagna marginale”.
Altro punto qualificante della proposta ministeriale di legge è
l’introduzione di un Piano Nazionale delle Aree Montane, che,
specifica La Loggia, “rappresenta uno strumento di programmazione
triennale che potrà essere adottato dal CIPE (Comitato
Interministeriale per la Programmazione Economica – ndr),
d’intesa con il ministro degli Affari Regionali e con il ministro
delle Politiche Agricole, su proposta del ministro delle Finanze”.
Al fine di dare attuazione concreta a quanto indicato nel Piano
Nazionale per la Montagna, è prevista la possibilità di approvare
progetti speciali in favore della montagna, approvati dal CIPE su
proposta del ministro per gli Affari regionali.
“Questo meccanismo – ha spiegato il ministro – ci
consente di conservare un discreto potere di intervento nel settore dei
finanziamenti da destinare alle aree montane, che ovviamente non trova
precedenti nell’attuale normativa di legge”.
Altro elemento determinante della proposta di legge è l potenziamento
del ruolo e delle funzioni dell’Osservatorio per la Montagna, del
quale vengono stabiliti i compiti e la dotazione finanziaria, riservando
al ministro per gli affari regionali l’emanazione del decreto di
attuazione, per stabilire la composizione e le modalità di
funzionamento dell’organismo.
A conclusione del suo discorso La Loggia ha rilevato come oggi esista il
problema di reperire le risorse da destinare a questa spinta di
rinnovamento: “Abbiamo già ottenuto un notevole successo inserendo
nella recente legge finanziaria un incremento degli stanziamenti
destinati al Fondo per la Montagna, pari a circa 10 milioni di euro;
sembra poco, ma in tempi di “vacche magre” per tutti io lo considero
un grande risultato. Almeno è un indice significativo che il Governo
non solo non si è dimenticato delle esigenze dei territori montani, ma
che ha l’intento di continuare a valorizzarli”.
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