28-11-2002

Proposta ministeriale per la legge sulla montagna: le caratteristiche principali

Riconoscimento della specificità giuridica delle terre alte, introduzione dei criteri di definizione dei comuni montani ad alta marginalità; istituzione dell’Osservatorio della Montagna definizione di un Piano Nazionale e di progetti speciali per la montagna: sono alcuni capisaldi della proposta di nuova Legge sulla Montagna, che a breve verrà presentata in Parlamento dal Consiglio dei Ministri.

A indicare le principali linee direttive della nuova proposta legislativa è stato Enrico La Loggia, Ministro per gli Affari Regionali con delega per la Montagna, nel corso dell’intervento da lui tenuto lo scorso martedì 26 novembre alla Camera, in occasione dell’incontro per le celebrazioni del 50° anniversario dell’UNCEM.

Elemento chiave della nuova proposta di legge, elaborata dall’Osservatorio per la montagna, recentemente presso il Dipartimento Affari Regionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è l’inserimento della definizione giuridica di Comune montano ad alta marginalità.

Ha infatti affermato il ministro: “Rispetto alle altre proposte di legge già presentate in Parlamento, noi prevediamo di riservare gran parte delle agevolazioni a questi comuni particolarmente disagiati, che, secondo l’ultima stima del CENSIS sono circa un quarto dei 4200 comuni montani italiani”.
Questa strategia trova conferma anche nel recente Rapporto Censis sul Valore della Montagna , che ha confermato l’esistenza di un accentuato dualismo fra montagna forte e montagna marginale. “Se questi dati sono oggettivi - ha osservato La Loggia – mi sembra opportuno garantire la continuità produttiva della montagna forte e concentrare gli sforzi e gli interventi sulla montagna marginale”.

Altro punto qualificante della proposta ministeriale di legge è l’introduzione di un Piano Nazionale delle Aree Montane, che, specifica La Loggia, “rappresenta uno strumento di programmazione triennale che potrà essere adottato dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica – ndr), d’intesa con il ministro degli Affari Regionali e con il ministro delle Politiche Agricole, su proposta del ministro delle Finanze”.

Al fine di dare attuazione concreta a quanto indicato nel Piano Nazionale per la Montagna, è prevista la possibilità di approvare progetti speciali in favore della montagna, approvati dal CIPE su proposta del ministro per gli Affari regionali.
“Questo meccanismo – ha spiegato il ministro – ci consente di conservare un discreto potere di intervento nel settore dei finanziamenti da destinare alle aree montane, che ovviamente non trova precedenti nell’attuale normativa di legge”.

Altro elemento determinante della proposta di legge è l potenziamento del ruolo e delle funzioni dell’Osservatorio per la Montagna, del quale vengono stabiliti i compiti e la dotazione finanziaria, riservando al ministro per gli affari regionali l’emanazione del decreto di attuazione, per stabilire la composizione e le modalità di funzionamento dell’organismo.

A conclusione del suo discorso La Loggia ha rilevato come oggi esista il problema di reperire le risorse da destinare a questa spinta di rinnovamento: “Abbiamo già ottenuto un notevole successo inserendo nella recente legge finanziaria un incremento degli stanziamenti destinati al Fondo per la Montagna, pari a circa 10 milioni di euro; sembra poco, ma in tempi di “vacche magre” per tutti io lo considero un grande risultato. Almeno è un indice significativo che il Governo non solo non si è dimenticato delle esigenze dei territori montani, ma che ha l’intento di continuare a valorizzarli”.

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