Fiumi in secca, vigneti da irrigare, ecco come l'estate anticipata ci cambia la vita

 SICCITA' E CALURA, SVOLTA EPOCALE

 Sole africano, temperature tropicali : l'estate ci bombarda da un mese abbondante, con largo anticipo rispetto ai normali cicli stagionali. Difficile spiegare tutto ciò, le teorie scientifiche si accavallano spesso confermate ma spesso anche smentite, mentre un dato appare ormai inconfutabile, siamo di fronte a un cambiamento epocale del clima, per quanto riguarda l'Italia, e quindi dovremo prepararci ad affrontarlo cambiando stili di comportamento. Se l'emergenza elettrica dovuta all'eccessivo utilizzo di condizionatori è una conseguenza che mette in discussione le politiche energetiche del Paese, le modalità di utilizzo e gestione delle acque è un altro tema che non può essere trascurato.

Dario Zoccolo, direttore del Parco del Po e dell'Orba, ne è sicuro : "Abbiamo sempre pensato all'acqua come ad un bene inesauribile, invece dobbiamo renderci conto che non è così, l'acqua è un bene che non va sprecato. La siccità e le alluvioni sono due facce dello stesso problema. Mi spiego. La cementificazione, l'aumento delle superfici asfaltate, la lavorazione dei terreni agricoli fanno si che la terra sia sempre meno impermeabile, quindi quando piove il terreno è sempre meno capace di catturare l'acqua e di trattenerla, ed è una delle ragioni per cui ci sono le alluvioni. Tutto ciò ha provocato l'abbassamento delle falde sotterranee, un dato ormai riscontrato e generalizzato e questa è una delle ragioni che ci devono far riflettere e a utilizzare meglio l'acqua. L'influenza della gran calura e della siccità di questi mesi sulle acque di fiumi e torrenti si manifesta in modo differente di zona in zona. Il Po, ad esempio, anche se raramente ha raggiunto questi minimi, presenta ancora dell'acqua, mentre i fiumi appenninici come l'Orba, presentano già molte secche." L'allarme più disperato arriva come sempre dall'agricoltura, e soprattutto da quelle colture che necessitano di molta acqua. Per quanto riguarda la vite invece, la situazione non è ancora disperata, anzi i vigneti più vecchi beneficiano di questa situazione che va a bilanciare l'eccesso di presenza d'acqua accumulata dal terreno nella piovosa estate dell'anno scorso e della prima metà dell'inverno. Sono assolutamente fuori luogo le previsioni di una vendemmia fortemente anticipata di cui si legge oggi.

"La campagna è partita in ritardo - spiega l'agronomo Alberto Pansecchi - ma c'è stato un rapido recupero, tant'è che non si era mai vista una fioritura così rapida della vite. Un effetto della combinazione caldo e acqua nel terreno. Finora la vite non ha sofferto, ma è chiaro che se la siccità permane i problemi arriveranno. C'è chi li ha già avuti; i campi di barbatelle di un anno, ad esempio, sono stati mantenuti in vita con l'irrigazione, le vigne di due tre anni, che già portano i frutti, stanno soffrendo abbastanza dato il loro scarso apparato radicale. Se non piove è difficile prevedere cosa accadrà, l'acqua è un degli elementi più importanti per la riuscita di una buona vendemmia ".

Altro fronte di massima allerta è quello degli incendi. Le squadre di Protezione Civile specializzate in antincendio stanno svolgendo per il momento una normale attività di pattugliamento, una prevenzione utile soprattutto nei confronti delle attività agricole.

"Al momento non ci sono decreti regionali che istituiscono una situazione di pericolo - spiega Gian Franco Balocco del gruppo di protezione civile antincendio del casalese - però di concerto con la forestale stiamo controllando con molta attenzione il territorio al fine di disincentivare ogni attività seppur minima, quale ad esempio il bruciare erba in un campo. La nostra provincia non presenta particolare rischi estivi, però la prevenzione in questi casi è sempre consigliabile ".

  

Particolarmente colpiti frumento e orzo nel Casalese, i cereali nell'Alessandrino 

 SICCITA', BATTAGLIA ANCORA IN CORSO

 I temporali delle settimane passate non hanno aiutato il modo agricolo a vincere la sua battaglia contro la siccità di questi ultimi mesi. Nel Casalese e in Val Cerrina la siccità ha colpito in modo particolare il frumento e l'orzo determinando scarsi investimenti degli appezzamenti coltivati. Anche le foraggere hanno risentito negativamente dell'andamento climatico, evidenziando sviluppo primaverile assai ridotto.

Meno evidenti i cali produttivi sull'erba medica mentre i cereali a semina estiva si sono avvantaggiati di semine precoci grazie all'assenza di piogge. Anche la barbabietola da zucchero è stata seminata piuttosto precocemente : in alcuni casi la gelata dell'8 aprile ha arrecato danni rilevanti che hanno costretto alla risemina di interi appezzamenti. La siccità ha creato problemi analoghi al mais in fase di emergenza della cultura. Il girasole ha risentito in misura inferiore, rispetto al mais, dell'anomalo andamento climatico, ad eccezione delle semine più tardive.

Nell'Alessandrino i cereali sono stati colpiti duramente dalla siccità : tutta l'area della Fraschetta ha evidenziato danni in epoca particolarmente precoce. Situazione grave per le foraggere a causa dei terreni dalla ridotta capacità  di ritenzione idrica della Fraschetta. Danni meno evidenti sulle erbe mediche mentre per mais e sorgo si iniziano ad evidenziare nelle zone collinari fenomeni di stress già evidenti in pianura, dove in diverse zone, sono stati avviati precocemente gli impianti irrigui. La siccità ha creato alle barbabietole da zucchero mentre il girasole ha risentito dell'anomalo andamento climatico e la colza ha evidenziato ridotte ramificazioni. Nell'Acquese i cereali a paglia delle zone appenniniche hanno probabilmente beneficiato di qualche evento piovoso mentre la produzione di foraggere è stata decisamente inferiore alla media su tutta la zona. Per i mais e il sorgo, nella pianura irrigua si è già ricorsi al soccorso irriguo alla coltura ; nelle zone collinari ed appenniniche, marginali per queste colture si evidenziano ora i primi sintomi di stress. La barbabietola da zucchero , diffusa pressoché solo nella Valle Bormida, ha risentito della gelata e della siccità successiva sia n fase di emergenza, sia in fase di controllo chimico delle infestanti, sia ancora nella fase attuale in cui il controllo delle infestanti sfuggite risulta di ancor più difficile controllo.

Nell'Ovadese la situazione dei cereali a paglia, delle foraggere e del mais è del tutto simile a quanto descritto per l'acquese, esattamente come per il Novese dove i cereali sono stati colpiti duramente dalla siccità, con sintomi di disseccamenti precoci delle ultime foglie. I fondovalle collinari e i terreni meglio strutturati, hanno fatto registrare danni più tardivi, e quindi potenzialmente più contenuti. In generale si notano colture con densità colturale non eccessiva o addirittura scarsa e taglia ridotta, che fa presumere una scarsa produzione di paglia. Danni meno evidenti sulle erbe mediche della zona collinare.


INVESTIRE IN RISORSE IDRICHE PER SVILUPPARE IL TERRITORIO

 ACQUA: CONSORZIO IN VAL CURONE

  La siccità che ha recentemente colpito le nostre zone ha convinto anche i più scettici sulla necessità di opere finalizzate alla regimazione e gestione delle acque. Per ovviare alla scarsità delle acque in alcuni paese della Val Curone, e precisamente Viguzzolo, Castellar Guidobono, Casalnoceto, Monleale, Volpedo, Volpeglino, Berzano si è iniziato da qualche mese a progettare la costituzione di un consorzio per la gestione delle acque.

"Sviluppare progetti in questo senso si rende essenziale per lo sviluppo economico della valle" conferma Maurizio Stringa, Sindaco di Castlellar Guidobono e promotore del Consorzio Irruguo Bassa Val Curone. "E' necessario - prosegue - investire sulle risorse idriche per migliorare la produttività e la qualità agricola della zona".

Oltre alle colture tradizionali di frutta, ortaggi, vite, che necessitano comunque di un valido approvvigionamento irriguo, da pochi anni sono state avviate coltivazioni di pomodori da industria, che hanno già raggiunto cifre considerevoli (circa 20000), destinati alle imprese che tradizionalmente investivano sulle aree agricole delle province di Parma e Piacenza. Da alcuni anni anche nelle campagne di Pavia e Alessandria si sta diffondendo uno sviluppo su larga strada di produzione agricola per l'industria.

"Queste nuove colture possono portare a migliorare anche l'indotto e quindi lo sviluppo e il ripopolamento della valle - aggiunge il Primo Cittadino - ma, statistiche alla mano, la nostra è una delle zone meno piovose d'Italia, e l'approvvigionamento dal Curone ne limita la quantità prodotta. Da qui è nata l'esigenza per le amministrazioni dei comuni locali di consorziarsi per studiare briglie, bacini di contenimento, metodi di canalizzazione e distribuzione delle acque, il tutto allo scopo di organizzarsi per disperdere meno acqua possibile".

La raccolta delle adesioni è stata una tappa lunga e faticosa, ma negli ultimi tempi sono vistosamente aumentate. "Confidiamo - dice sempre Maurizio Stringa - di arrivare a una cinquantina di membri, ma occorre procedere speditamente, poiché se non  presenteremo il progetto entro l'anno, perderemo i contributi essenziali per la costruzione delle opere. È infatti impensabile che privati e Comuni reperiscano i fondi necessari".

Dalla Regione e Piemonte e dai finanziamenti con fondi europei possono arrivare circa 6/7000.00 Euro, in base alle richieste presentate dal consorzio, che con il supporto dell'architetto Pastorino di Alessandria sta valutando le opere efficaci. Si pensa, fra l'altro, ad un sistema di briglie da installare sul Curone, in modo da regimentare l'afflusso di acqua alle rogge che toccano i vari paesi, e ad un bacino da creare probabilmente a Volpeglino per favorire il deposito di acqua utile anche in tempi di magra o secca, e per sostenere i paesi come Volpedo e Casalnoceto che non vengono attraversati dalle rogge.

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