da LA REPUBBLICA del 18/09/03

A settembre aumenti annui del 15,7 e del 26 per cento.

Per i fagiolini prezzi più che raddoppiati

 FRUTTA E ORTAGGI ALLE STELLE

ARRIVA IL PATTO ANTI-RINCARI

Happy-hour e menù amico: i negozianti offrono sconti

  ROMA. Lo scorso anno sul banco degli imputati c’erano le zucchine. Oggi c’è un nuovo protagonista degli aumenti dei prodotti ortofrutticoli: sono i fagiolini, il cui prezzo al dettaglio in un anno è più che raddoppiato e arrivato nella prima settimana di settembre, alla quota record di 3,46 euro al chilo. La corsa senza freni di frutta e verdura rischia di spingere ancora verso l’alto la dinamica dell’inflazione e di riaccendere le polemiche sul carovita. Una prima riflessione sui prezzi è cominciata con l’incontro tra il Ministro delle Attività produttive Antonio Marzano e i leader di Confcommercio e Confesercenti. Al centro della riunione (all’indomani dello sciopero della spesa) le proposte del governo e dei commercianti per arginare il diffuso malcontento dei consumatori, causato dai rincari e sfociato negli ultimi mesi in un pericoloso calo dei consumi.

Marzano punta ad un allargamento dei periodi concessi alle vendite promozionali, ai saldi e all’happy-hour dei negozi (offerte e sconti in giorni particolari della settimana, come negli Usa), mentre Confesercenti lancia l’iniziativa Menù amico con listini di bar e ristoranti a prezzo bloccato da ottobre al 30 dicembre.

Frutta e verdura, prezzi in salita. L’annunciato autunno caldo dei rincari causati dalla siccità e, accusano i consumatori, dalla speculazione, comincia a farsi sentire. Secondo l’ultimo report dell’Ismea sulla filiera ortofrutticola, per comprare un chilo di fagiolini oggi bisogna sborsare il 116,3% in più rispetto ad un anno fa. In salita anche il costola dettaglio della lattuga (2 euro al chilo, +16% rispetto alla prima settimana di settembre 2002), delle melanzane (+20,7% all’ingrosso e +25,3 al dettaglio, pari a 1,29 al chilo). In salita anche le patate (+27,3%, 0,70 al chilo), i peperoni (a 1,80 euro, +20%), i pomodori (1,76 euro al chilo, +33,3%) e il radicchio (3,50 euro, pari a 16,7%). L’unico segno meno giunge invece dalle zucchine con un calo del 5,4%. Tempi duri anche per la frutta fresca, salita del 51,4% all’origine, del 16,5% all’ingrosso e del 15,7 al dettaglio. I maggiori rincari colpiscono le mele (1,42 euro al chilo, +17,4%) e le pesche (1,68 euro, +23,5%).

Le proposte di Marzano. Il Ministro delle Attività produttive nel corso dell’incontro con i commercianti ha spiegato che, nonostante le difficoltà e l’impossibilità di agire direttamente sulle norme che regolano il commercio, si punta a riunire e convincere Regioni e imprese del settore, ad allungare i tempi concessi a saldi e offerte promozionali. In arrivo anche la possibilità per i commercianti di offrire sconti in determinati giorni della settimana, altrimenti poco redditizi. Marzano ha invitato i commercianti a siglare un patto volontario anti-rincari, una sorta di moral suasion alla stregua di quella applicata sulla Rc auto. Marco Venturi, leader di Confesercenti ha messo sul tavolo un’altra soluzione alla crisi: “Non ci sentiamo imputati ma vogliamo fare proposte serie. Ad esempio, noi e l’intesa dei consumatori, stiamo per lanciare un’iniziativa che punta a fermare i prezzi nei pubblici servizi” ha detto Venturi. Potranno aderire a Menù amico, questo è il nome del progetto, “bar, ristoranti, trattorie e pizzerie. Da ottobre al 30 dicembre – aggiunge il Presidente di Confesercenti – i listini resteranno bloccati e ogni settimana questi locali, segnalati da un marchio, potranno offrire un menù di qualità a prezzo scontato dal 10 al 20% ”.

 


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