Commercio, novità per barriere e sicurezza
Da
oggi sarà più facile, per i commercianti che intendono effettuare interventi
di abbattimento delle barriere architettoniche nei loro negozi, ricorre ai
finanziamenti agevolati dalla Regione. Sono infatti entrate in vigore nuove
norme del fondo rotativo regionale, che introducono alcuni cambiamenti
nell’ammissibilità degli interventi.
“Nella
gestione del fondo – spiega l’assessore al commercio Gilberto Pichetto –
si era rilevata la difficoltà per i piccoli negozi e i pubblici esercizi di
raggiungere, nel caso di interventi di ristrutturazione per abolire le
barriere architettoniche, come il classico scalino di accesso al negozio o al
bar, o alla predisposizione dei servizi igienici per i disabili, di
raggiungere l’importo minimo richiesto di 25.000 euro. La Regione ha dunque
ritenuto di abbassare il limite minimo per poter accedere al finanziamento a
15.000 euro, per questi tipi di interventi”.
Ma
le novità riguardano anche gli investimenti effettuati dai commercianti
ambulanti per l’acquisto degli automezzi destinati alla loro attività:
anche in questo caso, il limite per accedere al fondo rotativo è stato
abbassato a 15.000 euro, in modo da favorire il ricambio dei mezzi e il loro
adeguamento alle norme anti-inquinamento.
Dal
16 febbraio, poi il fondo rotativo regionale ammetterà a finanziamento un
altro settore di intervento che riguarda le spese effettate dai commercianti
per i sistemi di allarme e gli impianti di sicurezza dei propri esercizi.
“In
questo caso – aggiunge Pichetto – abbiamo attinto a fondi statali
assegnati alle Regioni per 10 milioni di euro e, in particolare, al Piemonte
nella misura di 1,2 milioni di euro. Anche per gli antifurto, il limite è
fissato a 15.000 euro, per venire incontro a questa esigenza più volte
espressa dalle associazioni dei commercianti”.
La
legge regionale 28/99, di riforma del settore del settore commerciale,
consente agli imprenditori di ottenere credito agevolato tramite un fondo
rotativo, gestito dalla finanziaria Finpiemonte. Nell’arco di quattro anni,
dal 2000 al 2003, il fondo rotativo ha permesso il finanziamento di 2.617
imprese, con una erogazione complessiva di risorse regionali per 110 milioni
di euro e investimenti attivati per oltre 240 milioni.
I
beneficiari sono le piccole imprese commerciali con meno di venti dipendenti e
un fatturato annuo non superiore a 2,7 milioni di euro, oppure un totale di
bilancio annuo non superiore a 1,9 milioni, operanti nei settori del commercio
al dettaglio in sede fissa e su area pubblica, della somministrazione al
pubblico di alimenti e bevande, della rivendita di giornali e riviste.
Le
spese ammissibili sono gli investimenti da effettuarsi (o per le nuove imprese
già effettuati nei sei mesi precedenti la data di domanda) per acquisto di
apparecchiature informatiche, macchinari, attrezzature, impianti, arredi,
autonegozi, immobili strumentali compresi i magazzini, automezzi per trasporto
cose, opere murarie, consulenze per marketing o per organizzazione aziendale,
corsi di formazione.
Il
fondo concede credito agevolato alle imprese per una durata massima di cinque
anni, per il 40% della somma ammessa a tasso zero, mentre il restante 60% è
finanziato dagli istituti di credito convenzionati al tasso euribor a sei mesi
più 1,25% attualmente pari a circa il 3,35%. Non esiste un emporio massimo,
anche se il fondo rotativo interviene fino a 100.000 euro.
È
prevista una linea di credito per determinate categorie o investimenti
prioritari (nuove imprese di donne e giovani, aziende che contemporaneamente
all’investimento provvedono ad incrementare l’occupazione, imprese site
fuori “obiettivo 2”) che hanno diritto ad un finanziamento a tasso zero più
ampio, cioè 60% sull’intera somma ammessa.