Sicuri
di
essere
Sicuri
Cos’è
l’amianto?
L’amianto, o asbesto è un minerale virtualmente indistruttibile che resiste al fuoco e al calore, all’usura e all’azione di agenti chimici e biologici, si lega facilmente con materiali da costruzione (calce, gesso, cemento) e con alcuni polimeri (gomma, PVC). Per anni l’amianto è stato considerato un materiale estremamente versatile a basso costo, con molte applicazioni industriali, edilizie e in prodotti di consumo. Le fibre dell’amianto possono essere: libere o debolmente legate, in questo caso si parla di amianto friabile; fortemente legate in una matrice stabile e solida, come nel cemento – amianto o nel vinil – amianto, in questo caso si parla di amianto compatto.
Con la legge 257/92
sono stati vietati, su tutto il territorio nazionale, la produzione, il
commercio, l’estrazione e l’importo di amianto e dei prodotti che lo
contengono.
L’amianto
di ieri..
Prima che si scoprissero le sue potenzialità dannose, l’amianto è stato utilizzato soprattutto nella costruzione di materiali per l’edilizia, circa l’80% della produzione industriale (ad esempio tubi, condotte e lastre in cemento – amianto, pavimenti e mattonelle in vinil – amianto, pitture e rivestimenti, pannelli isolanti e ignifughi, ecc..); nei mezzi di trasporto (ad esempio freni, frizioni, coibentazioni, di carrozze ferroviarie, e di navi, isolamento elettrico, ecc..); nell’industria tessile (ad esempio indumenti, coperte antifuoco, tele, corde, nastri, feltri, ecc..); nell’industria cartaria (ad esempio cartoni, carta da parati, ecc..).
Si stima che siano fabbricati circa 5.000 tipi di prodotti e manufatti industriali.
…
è il problema di oggi.
Attualmente, la possibilità di essere esposti all’amianto, riguarda gli addetti alle attività di bonifica nonché ai lavoratori che, spesso inconsapevolmente, si occupano di ristrutturazioni di ambienti contaminati, quali elettricisti, posatori di condutture, addetti alla manutenzione, e così via.
Amianto:
il rischio c’è, ma non si vede
L’amianto rappresenta un pericolo per la salute a causa delle fibre di cui è costituito e che possono essere inalate. Queste fibre sono sottili e leggere; il loro diametro infatti è molto inferiore a quello delle altre fibre, ad esempio almeno 250 volte più piccolo di un capelli. Il rischio di fibre in un ambiente può avvenire durante la lavorazione o la manipolazione di prodotti contenenti amianto; spontaneamente, come nel caso di materiali friabili, usurati o sottoposti a vibrazioni, correnti d’aria, urti, ecc..
Le fibre d’amianto inalate si depositano in profondità dell’apparato respiratorio e possono provocare l’insorgenza di malattie. Nessun tipo di fibra di amianto può essere considerata innocua, ed anche brevi periodi di intensa esposizione possono costituire un rischio per la salute. Maggiore è la dose di fibre inalate nel tempo e maggiore è la probabilità di sviluppare le patologie correlate all’amianto. Patologie che colpiscono principalmente l’apparato respiratorio: polmoni e pleura.
Le malattie da amianto possono svilupparsi anche dopo molti anni dalla cessazione dell’esposizione.
Amianto:
ti accorgi di lui dopo tanti anni
L’amianto può indurre due tipi di patologie:
· Lesioni benigne, che in genere non comportano una riduzione significativa della funzionalità respiratoria (ispessimenti pleurici, placche pleuriche calcificate e versamenti pleurici benigni);
· Lesioni meno favorevoli come l’asbestosi polmonare o maligne come il carcinoma broncogeno ed il mesotelioma pleurico o peritoneale. L’asbestosi è una malattia che riduce l’elasticità del polmone e la sua capacità di arricchire di ossigeno il sangue; nei gradi estremi è responsabile di insufficienza respiratoria. Il carcinoma broncogeno è una neoplasia del polmone mentre il mesotelioma maligno lo è della pleure e del peritoneo: entrambi possono avere evoluzione infausta perché poco sensibili ai trattamenti medici e radianti.
La patologia da asbesto
può manifestarsi anche dopo un lungo periodo di latenza: infatti mentre l’osbestosi
può essere già osservata dopo un anno dall’inizio dell’esposizione,
trascorrono almeno 10 anni perché si sviluppi il carcinoma broncogeno ed
almeno 15-20 anni per il mesotelioma maligno.
La possibilità di sviluppare malattie asbesto-correlate perdura per tutta la vita ed è tanto maggiore quanto più intensa è stata l’esposizione.
Amianto:
attenti ai sintomi spia
Questi sono i principali sintomi spia di eventuali patologie legate all’amianto:
La TOSSE SECCA o produttiva, che può essere indicativa di un tumore polmonare o pleurico, e che talvolta non riceve la dovuta attenzione quando il soggetto è un fumatore.
La sensazione di DIFFICOLTA’ nella RESPIRAZIONE, cioè la dispnea, che presuppone l’esistenza di una affezione polmonare (asbestosi) o pleurica, senza escludere peraltro che l’eventuale abitudine al fumo possa aver provocato una bronchite cronica/enfisema.
Il DOLORE TORACICO persistente, che può accompagnare il versamento o un ispessimento pleurico, il mesotelioma e più raramente le placche pleuriche.
Amianto:
chi fuma rischia di più
Se per lavoro hai avuto a che fare con l’amianto, e sei fumatore, devi sapere che: è dimostrato che il fumo di tabacco e l’amianto associati hanno un effetto interattivo nel causare il tumore del polmone. Il grande fumatore affetto da asbestosi ha un rischio di sviluppare il tumore del polmone 20-40 volte superiore rispetto ad un uguale fumatore senza asbestosi. L’esposto ad amianto che fuma ha un rischio di sviluppare il tumore del polmone 50 volte maggiore rispetto al non fumatore. Per tutte queste ragioni quindi è necessario che, chi in passato o nel presente lavora a contatto con l’amianto, abbandoni l’abitudine di fumare.
In
caso di presenza di sintomi spia non trascurarli!
Parlane
col tuo medico!